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Sei introverso? Vanne fiero!

Non si sa bene il perché, ma essere introverso è considerato generalmente come un difetto o qualcosa da correggere. Questo perché, soprattutto nella cultura occidentale, sono le persone estroverse ad essere valorizzate e premiate: hanno la caratteristica di interagire con le altre persone di frequente e in maniera rumorosa ed esplosiva. Appaiono quindi come positivi e simpatici. Al contrario, un introverso viene percepito spesso come ostile o negativo.

Ma tutto ció, oltre ad essere frutto di antiquati retaggi culturali, è sbagliatissimo.

Andiamo a scoprire il perché.

Introverso: significato

Prima di tutto dobbiamo capire: cosa significa “introverso”?

Se qualcuno pronuncia la parola “introverso”, la tipica immagine che viene subito in mente è quella di una persona timorosa, che non parla, che non è interessata a relazionarsi col mondo e senza personalità.

Questa, personalmente, è una cosa che mi fa abbastanza rabbia perchè, da introversa quale sono io, so che non è affatto così. 

Semplicemente, gli introversi sono come sono, non per capriccio, ma per una semplice questione biologica. Le persone introverse nascono con una particolare sensibilità alla dopamina e una maggiore attività cerebrale: vanno “più veloci”, per dirlo in parole povere. Per questo motivo, hanno bisogno di meno stimoli esterni per mantenere il loro equilibrio. Una discoteca affollata, una lunga conversazione tra più persone, rumori troppo forti e situazioni troppo frenetiche, scaricano le pile agli introversi.

Al contrario, gli estroversi vanno “più lenti”: per questo hanno necessità di cercare stimoli esterni in continuazione, trovandoli spesso nell’interazione con le altre persone. Sono individui che amano uscire a far festa, parlare molto e stare per ore in una discoteca affollata: situazioni socialmente accettate che peró possono mettere molto a disagio, o addirittura bloccare, un introverso. Allo stesso modo, se lasci un estroverso con un pomeriggio libero, un libro e un buon vino in una casa vuota, probabilmente non saprá cosa fare, si sentirà irrequieto e a disagio, perchè dovrà a tutti i costi fare qualcosa. 

Non ha quindi senso dire se sia migliore un introverso o un estroverso: semplicemente sono due tipi di persone con esigenze differenti e qualità differenti, che potranno usare a loro favore. 

Timidezza e introversione: non sono la stessa cosa

Molto spesso timido e introverso vengono usati come sinonimi, perché entrambi danno l’idea di una persona chiusa. Ma in realtà sono due concetti molto diversi.

L’introverso semplicemente riceve energia dal suo stesso mondo interno – dalle idee, riflessioni, immagini, ricordi – e gli piace socializzare, ma lo fa in modo diverso: predilige ambienti tranquilli e circoli di amici intimi e ristretti. Inoltre ama le conversazioni e interazioni sociali in cui c’è molto spazio per riflettere; preferisce ascoltare prima di rispondere. Al contrario, le spumeggianti conversazioni tra estroversi, sono per l’introverso come una partita di ping-pong e quindi estenuanti. Quindi, come afferma Jenn Granneman, autrice del bellissimo libro: La vita segreta degli introversi: il bello di chi sa tacere in un mondo fatto di chiacchiere, gli introversi NON SONO ASOCIALI.

Il timido, invece, non è nient’altro che una persona che vive con la paura che la gente lo giudichi negativamente in ogni situazione sociale. La timidezza quindi, ha a che fare con la paura. L’introversione, invece, è semplicemente una preferenza e non è per forza collegata all’ansia o al nervosismo.

Ad esempio, un timido tenderà ad evitare una festa – anche se in realtà vorrebbe andarci – perché conoscere gente nuova lo stresserebbe molto e si sentirebbe costantemente sotto esame. Un introverso, al contrario, sceglie di non andarci perché preferisce stare in casa con un paio di amici a guardarsi un film. 

Quindi, sia un introverso che un estroverso possono sperimentare la timidezza. 

Conosco molte persone estroverse – chiacchierone, che amano stare in mezzo a molta gente e che hanno continuamente bisogno di stimoli – che peró hanno una grande paura del giudizio degli altri. Solo che, probabilmente, lo nascondono molto bene.

Introversione e punti di forza

Quindi, rispetto a quanto abbiamo detto anteriormente, essere introverso non significa necessariamente avere carenza di abilità sociali.

Anzi, a volte è l’esatto opposto.

La natura introspettiva e riflessiva dell’introverso lo porta generalmente ad essere un grande osservatore e ascoltatore e, di conseguenza, a capire molto bene gli altri esseri umani.

Non è raro che un introverso venga visto come mentor o punto di riferimento. Infatti, un introverso può essere un leader o il coordinatore di un gruppo di lavoro. Solamente lo farà a modo suo: senza rumore e con grandissima empatia.

Oltre a questa dote importante gli introversi hanno altri superpoteri che molto spesso passano inosservati:

Riescono a notare dettagli che passano inosservati: gli introversi vedono in modo in modo differente e questo gli permette di vedere le cose e i problemi sotto vari punti di vista e sfumature; inoltre, non sono impulsivi e pensano molto prima di parlare. Questo fa di loro saggi consiglieri.

Hanno una profonda conoscenza di sé stessi: questo deriva dalla loro grande introspezione. Passando molto tempo in solitaria, arrivano a porsi molte domande e a conoscersi molto bene. E questo è un bene perché conoscersi a fondo significa sapere quali sono i propri punti di forza e di debolezza, le proprie potenzialità e necessità. Un introverso, di solito, sa molto bene cosa vuole per sé stesso.

Riescono ad auto-motivarsi: gli introversi hanno solo bisogno di un po’ di tempo per sé stessi, qualche ora in solitaria e in totale relax. Avendo la loro fonte di energia dentro di sé – e non ricercandola nell’ambiente esterno come gli estroversi – riescono con più facilità a trovare la giusta carica per andare avanti.

Sono più indipendenti: nonostante tutti abbiano bisogno di una piccola cerchia di amici, le persone introverse non hanno per forza bisogno di altre persone per riempire il tempo che hanno a disposizione. Adorano svolgere attività in solitaria e lavorare in autonomia.

Ora che conosci tutte le sfaccettature di una persona introversa, dimmi: ti senti identificato?

Se la risposta è sì, spero che ora tu riesca a vedere questa tua caratteristica sotto una luce nuova e ti auguro che tu possa sfruttarla al massimo – che è poi quello che un introverso sa fare meglio.

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