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La paura di deludere i genitori

Contrariamente da ciò che si pensa, la paura di deludere i genitori è qualcosa che sperimentiamo da bambini. Abbiamo paura di essere sgridati o, ancora peggio, temiamo di vedere nello sguardo di mamma o papà delle espressioni di disappunto e delusione.

Quello che però non si ammette del tutto, forse perchè ci vergogniamo un po’ ad dirlo, è che la paura di deludere i genitori è qualcosa che ci accompagna anche nella vita adulta.

Ovviamente non è per tutti così e molte persone potrebbero non riconoscersi in questa descrizione.

Però esistono tanti adolescenti e adulti che non riescono a raggiungere i propri obiettivi di vita perché continuamente bloccati dal giudizio. E qua non si parla più della sgridata occasionale, che può essere spiacevole al momento ma poi tutto passa. Si parla di un circolo vizioso che può seriamente compromettere la propria felicità.

Andiamo ad analizzare questo fenomeno più da vicino.

L’importanza dell’opinione dei genitori

Per molte persone, l’opinione degli altri è fondamentale per la propria autostima, ma se ci sono due persone il cui modo di vederci ci influenza particolarmente, queste sono senza dubbio i nostri genitori. Così, alcune persone non avverano mai i propri sogni per il terrore di non essere all’altezza ai loro occhi. 

All’altezza”: questa espressione sembra stonare se pensiamo alla figura del genitore. Infatti, questo timore di non essere abbastanza, non dovrebbe nemmeno esistere: l’amore di un genitore dovrebbe essere incondizionato, e basarsi su nient’altro che sull’affetto.

E il più delle volte è così. Il problema è che molto spesso, un genitore si lascia prendere dall’ansia del risultato: vorrebbe per suo figlio la migliore istruzione, le migliori amicizie o vorrebbero che si dedicassero a determinati hobbies. Tutto questo senza tenere presenti le reali capacità e interessi del figlio.

Quest’affanno – generato da intenzioni benevole, ma comunque dannoso – carica il bambino o l’adolescente di una grande ansia da prestazione e, per diminuirla, non fa altro che comportarsi in modo tale da compiacere il genitore in tutto per poi sperare nella sua approvazione.

Quali sono le conseguenze

Ve lo dirò in una frase: la conseguenza di questo timore è l’infelicità.

Per le persone che vivono questa situazione, il solo pensiero di perdere la stima o l’affetto dei propri genitori gli impedisce di fare quello che desiderano davvero. 

E questo coinvolge tutti gli aspetti della vita di una persona, da quello lavorativo a quello sentimentale.

Questo significa scegliere un percorso di studi o un lavoro che non ci attrae veramente, e che scegliamo solo perché imposto dai genitori o perché considerato più “sicuro”. Così o mamma o papà ci potrà dare una bella pacca sulla spalla orgogliosi e noi ci sentiremo appagati. Poi però, finiamo lo stesso per sentirci tristi; questo perché non abbiamo seguito il nostro cuore e i nostri desideri più autentici, perché eravamo troppo impegnati a compiacere i nostri cari.

In ogni caso, per fortuna, esistono vari modi di lavorare su questo limite. Nel seguente paragrafo ve ne illustrerò alcuni.

Come superare la paura di deludere i genitori

Se ti rendi conto di avere questo timore costante, il miglior consiglio che tu possa ricevere è quello di consultare uno specialista. Un percorso di psicoterapia, infatti, ti aiuterà a capire i motivi che hanno generato questa paura e ti darà gli strumenti per affrontarla e risolverla. Paure e blocchi come questi sono tipici infatti di adolescenti o adulti che hanno avuto dei genitori molto esigenti. Ma possono esserci infiniti altri motivi, difficili da individuare ed affrontare; per questo lo psicologo sarà il vostro miglior alleato.

Questo per me è il consiglio principe e l’unico modo davvero efficace di approcciarsi al problema. Tuttavia, voglio lasciarvi qualche spunto di riflessione che può aiutarvi nella vita di tutti i giorni.

Ricorda che la persona che devi rendere felice sei tu e solo tu. Immagina di presentare la tua nuova dolce metà ai tuoi genitori e scorgere sui loro volti delle espressioni di delusione o disappunto. Sicuramente non dev’essere una sensazione piacevole. Però, prova a pensare, quanto sarebbe doloroso, invece, deludere te stesso? Come ti sentiresti tra cinque o dieci anni, dopo aver rinunciato all’amore della tua vita o al lavoro dei tuoi sogni? Ricorda che l’unica persona che può scegliere come vivere la tua vita sei solo tu. E le persone che ti vogliono bene ti staranno vicino, sia che approvino o non approvino la tua scelta.

Ricorda che i tuoi genitori sono diversi da te. Per quanto cerchino di aiutarti con le migliori intenzioni, la realtà è che molte volte non sanno cosa è più adatto per te. Hanno personalità, gusti e interessi diversi dai tuoi e appartengono a un’altra generazione. Il loro modo di pensare e i loro valori potrebbero essere diversissimi dai tuoi. Di conseguenza, potrebbero non essere validi se applicati alla tua vita. Ad esempio, all’epoca dei tuoi genitori era importantissimo avere il cosiddetto “posto fisso”. Le persone seguivano i propri interessi, non dico di no, però molte volte la scelta di una carriera lavorativa si basava su dei criteri più materialistici. Un millennial o un ragazzo della generazione Z, terrà sicuramente presente l’aspetto economico, però sarà probabilmente portato a scegliere secondo criteri più legati alle aspirazioni. Magari tua madre insiste affinché tu diventi dentista come lei, perché è un lavoro fisso e ben pagato, quando in realtà il tuo sogno sarebbe diventare addestratore di cani perché adori gli animali e vorresti lavorare all’aria aperta. Tua madre potrebbe non capire come mai tu decida di buttarti su una carriera poco comune, quando in realtà avresti già il tuo bel studio avviato. Questo perché ha dei valori diversi dai tuoi. Quindi, rispettali ma non farti influenzare.

Prendi le distanze. Una cosa che a me ha aiutato moltissimo è stata uscire di casa. Non a fare una passeggiata, intendo andare a vivere da sola. Non avendo la possibilità economiche per comprare casa né per affittare un appartamento tutto mio, a 23 anni partii per l’Erasmus – e ve lo dico sul serio. Il mio obiettivo non era partire per andare a far festa, fu solo una scusa per iniziare ad andare via di casa poco a poco – e quando tornai presi in affitto una stanza in un appartamento condiviso. Che pagavo di tasca mia lavoricchiando, ovviamente. Attenzione però: non confondiamo l’andare via di casa con l’allontanarsi semplicemente dal problema. Questo timore è INTERNO e te lo porti ovunque vai. Diciamo però che l’allontanarsi fisicamente può essere il primo passo per prendere più consapevolezza con i tuoi desideri e le tue esigenze. È diverso vivere nel tuo piccolo mondo, a contatto con la TUA vita e i TUOI pensieri, dal vivere sette giorni alla settimana assorbendo il modo di vivere e i valori di altre persone. Ricorda che puoi tranquillamente voler bene ai tuoi genitori pur essendo un essere umano diverso da loro.

Affrontare il timore di deludere i genitori può essere complesso e difficile, soprattutto se si vive ancora sotto lo stesso tetto. In ogni caso, è importante affrontare il problema: vedrai, sarà un processo che ti darà grandi soddisfazioni nella vita perché, in fin dei conti, solo tu sai cosa desideri davvero e cosa ti rende felice. E poi, avere un figlio contento e soddisfatto, non potrà che rendere felici i tuoi genitori.

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